DANZA MOVIMENTO NATURALE

Buongiorno, sono Giovanni Zappulla, coreografo e danzatore,  ideatore,  direttore artistico e pedagogico  del Centro Coreografico l’Espace di Palermo, nato dalla collaborazione tra me e Annachiara Trigili, danzatrice e insegnante; dal giugno 2005 è la sede della nostra compagnia e centro di formazione per la danza contemporanea basata sul metodo Danza Movimento Naturale  risultato della ricerca che ho condotto a partire da uno studio personale sul lavoro di Isadora Duncan che considero una preziosa precorritrice d’una importante parte del mio lavoro.

 

Scrivo questo testo per descrivere in maniera dettagliata il mio metodo e le mie idee.  L’Espace ha risposto fino ad ora a una necessità, non è un caso che sia nato a Palermo, in questo paese abbastanza antico, per dare qualcosa di completamente nuovo e vantaggioso per tutti.

Penso che il momento sia propizio per la condivisione di qualcosa di molto importante per il futuro della danza.  L'isolamento siciliano che fino ad ora è stato un fattore positivo diventa oggi un limite.

Il mio metodo nasce dall'unione sostanziale  della danza contemporanea  e la musica, ove il corpo umano  è concepito come uno strumento orchestrale.

Il  Metodo è progettato integrando nel suo percorso il Taijiquan Chen e il Qigong (Zhineng Qigong) sistemi basati sul movimento interno, coerente alla natura umana negli  aspetti biomeccanici, energetici e  psichici.

 

A mio parere la visione platonica e aristotelica dell’esistenza  ha creato oggi una cultura di scissione del corpo e del suo aspetto mentale quindi una danza che si allontana  sempre più dal piacere, il danzatore è confrontato spesso ad un mestiere che porta il corpo all’usura, che lo indebolisce costringendo spesso l’artista  a un ritiro precoce. A questo proposito il mio obiettivo è di rendere il danzatore forte attraverso la danza stessa. La danza può essere naturale, incredibilmente ricca, i nostri corpi possono andare ben oltre le questioni di tecniche e stili, il movimento ha una sua verità.

Ciò che la danza contemporanea ha ricominciato a fare da poco più di un secolo è dare opportunità al corpo di fare la sua storia naturale, di esprimere il suo movimento essenziale secondo il suo reale equilibrio. Nel gesto più semplice, processi  estremamente complessi intervengono;  un numero considerevole di trasmissioni dinamiche successive si svolgono secondo le leggi della fisica.  Il nostro corpo segue le stesse leggi, ma le ascoltiamo veramente? Le lasciamo fare…?  Lasciamo il nostro corpo esprimere  il suo proprio ritmo?  Come seguire i suoi meccanismi naturali per muoverci realmente, indipendentemente dall'effetto da produrre, dal risultato da raggiungere?  Come spostarci lentamente o velocemente, senza imporsi un funzionamento artificiale, senza dissociarsi, senza frammentare il nostro essere? Se il progresso tecnologico e l’avanzamento  della scienza hanno contribuito a restringere lo spazio-tempo in cui ci pervengono una innumerevole quantità di informazioni, che ne è dello spazio-tempo  individuale?  La conquista dello spazio non dovrebbe essere dapprima quella del microcosmo personale, cominciando dalla scoperta del proprio corpo?

L'individuo   è una sola  sostanza vista da due identiche modalità, mente e corpo.  Perdere l'ossessione di pensare il corpo e di dominarlo, scoprire ciò che il corpo pensa, ascoltare la memoria sensoriale della sua azione quindi il suo linguaggio, permetterà  al danzatore di esprimersi armoniosamente e sviluppare le sue capacità. L'armonia è la coscienza di un funzionamento organico, che obbedisce al suo equilibrio dinamico, una realtà che al giorno d’oggi ben poche persone esprimono. Questo sarà uno dei  temi  importanti sui quali verrà indirizzato il potenziale del metodo Danzamovimentonaturale,  che possiamo chiamare Ri-Unire, solo qualche esempio : Ri-unire la musica e la danza, le arti dello spettacolo con le belle arti, ri-unire Arte e Scienza, Spirito e Corpo, Spettatore e Attore, luoghi d'Arte e spazi Urbani, Oriente e Occidente ...

 Il danzatore non può che ascoltare la sua stessa musica . Un doppio lavoro ascoltando il corpo e la musica permette al danzatore di accordarsi gradualmente così finemente come uno strumento musicale risolvendo tensioni e distorsioni di ogni sorta: la natura del corpo è essenzialmente armonica.

 

Questo metodo di lavoro si basa  su un programma graduale di esercizi che riguardano: la percezione sottile del corpo, la sollecitazione dei muscoli antigravitazionali,  analisi del principio generatore del movimento e l'alternanza dello scarico del peso, lo studio delle connessioni tra tutte le parti del corpo in concatenazione dinamica senza interruzioni.  Una  scoperta graduale, passo dopo passo, secondo una complessità crescente, il fraseggio del movimento può diventare ricco come la musica, comprendere tanti gesti quante le combinazioni musicali di note. Così ogni danzatore sviluppa una sensibilità e una percezione precisa  di sé e degli altri,  connettendosi a una partizione comune con accresciuta omogeneità e fluidità.  La Danza non è più legata ad una relazione di ”simpatia " con la musica, non facendone più solo la narrazione, entrambi possono perfettamente  compenetrarsi  rendendo possibile  il dialogo e lo scambio vero con i musicisti, ma anche pensare finalmente ad una scrittura completa della danza in collaborazione con i sistemi oggi a nostra disposizione (Laban o Benesh)  e che sarà motivo di collaborazione con le varie università.  La nuova estetica  di questa danza rende evidenti  le geometrie armonicamente perfette delle masse e dei volumi degli allineamenti naturali del corpo, sia in posizione statica che in situazione dinamica,  ottenendo controllo  segmentale e generale, precisione ritmica nell'esecuzione, tranquillità nel movimento veloce e pulsante pienezza al rallentatore.  Risolvendo ogni “adeguamento compensatorio” di tutti gli elementi rivelatori della presenza di un  "nodo" che impedisca al movimento di essere pienamente efficace, intenso, espressivo, "vero". Tutto ciò apre nuove opportunità per strutturare un programma di ricerca in collaborazione con psicologi e analisti alle implicazioni che questo metodo possiede nel ristabilire l'equilibrio attraverso quello che io chiamo Fisico-analisi. A cento anni dall’opera di Carl Gustav Jung sulla psicologia analitica le mie piste di lavoro sul corpo potrebbero portare a scoperte straordinarie sui legami tra sinapsi e connessioni.

 

Da questo modello di rispetto per il corpo, sono realizzati risparmi considerevoli (ridotto affaticamento, respingendo i propri limiti oltre) e sviluppo formidabile dell’energia, a questo argomento è importante sottolineare che la pratica del Qigong e Taijiquan fanno parte del programma di allenamento del danzatore e mi piacerebbe inoltre mettere questa pratica a disposizione dei musicisti che possono trarre beneficio da tutto ciò per migliorare il rapporto con i loro corpi e così le loro performance musicali.

 Danzare è riscoprire e coinvolgere tutto il nostro modo naturale di essere nel mondo.  Al di là della danza, si tratta di vivere in armonia, di riscoprire che anche il progresso può essere armonioso.  Così, al di là della produzione di uno spettacolo, di un piacere estetico, la danza è un’arte di vivere, un'esistenza essenziale che penso possa fiorire in condizioni estremamente favorevoli che una collaborazione potrebbe offrire.  Solo allora, e senza termini di paragone, essa può essere spettacolo di qualità, cioè creazione nuova ed originale, bella di bellezza naturale. L’azione dello spettacolo genererà un maggiore impatto sullo spettatore così le azioni di sensibilizzazione sociale  saranno rafforzate dal riconoscere nel danzatore il proprio potenziale personale (potenziale umano) del ballerino e non del superuomo, capace di meravigliare ma irraggiungibile nel suo virtuosismo.

Gli adulti potranno guardare attraverso gli occhi dei bambini e i bambini lasciarsi raggiungere dall’arte.  L'effetto innovatore di questa danza è di essere veramente democratica, e non farà subire alla danza stessa le perdite di una selezione  esclusiva, create da un tritacarne elitario vittima delle mode  e  dei canoni.  

La leggerezza, la grazia sono un passo verso un mondo nuovo, un mondo rigenerato, uno spazio senza fissità, essenzialmente mobile, nel cuore della nostra civiltà ormai troppo urbana.

 

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